Perché dormire quando puoi scrivere?!

Inizia con mille timori la mia esperienza a MontagnaAnimata. Mille Milioni di premesse, mille miliardi di tentennamenti… e “solo” qualche settimana (credo otto, per la precisione) di riflessioni prima di accettare la proposta di Sara che, pazientemente (e forse consapevole del fatto che prima o poi avrei accettato il suo invito a far parte della squadra di MontagnAnimata), mi aspetta al “varco” con un progetto entusiasmante, ma soprattutto innovativo! Mi propone di scrivere un giocolibro con una storia dedicata ai draghi.

Difr: i guardiani del nido reale

Difr: i guardiani del nido reale

Fin qui direte: “Bè, che ‘cce vo’? Giocare con la fantasia non è difficile!” In parte è vero e, ammetto che io ci sguazzo a svagarmi con la fantasia! Lo faccio regolarmente e chi mi conosce un po’ lo sa… maaaa! C’è un MA… grosso quanto il massiccio del Latemar.

C’è un’altra parolina magica che non manca mai quando si parla di MontagnAnimata… “INNOVAZIONE”!  Sara dichiara: “Questo dovrà essere un gioco pazzesco, esagerato, il più fikko dei giochi della MontagnAnimata perché è un progetto tutto nostro a cui stiamo lavorando da mesi”.

Difr - postazione "I segnali fumosi"

Difr – postazione “I segnali fumosi”

Oltre alla favola “draghesca”, infatti, sarebbero serviti anche quiz, indovinelli, rompicapo e prove di abilità collegate alla presenza di sette installazioni e altrettanti effetti speciali. Questi ultimi hanno rappresentato i miei veri e propri paletti/vincoli. Con il senno di poi, però, mi sono resa conto che quelle che prima sembravano delle limitazioni e dei “percorsi obbligati” sono state per me delle opportunità per stimolare ancora di più la mia creatività. Direi una bella palestra per il cervello. Vi confesso che la mia prima reazione quando ho cominciato a pensare a quello che avrei dovuto fare, è stata quella di grattare più volte la testa nella speranza di capire da che parte cominciare…

Difr: lavori in corso

Difr: lavori in corso

Neanche il tempo di dare una seconda “grattatina” che, prontamente, Sara e Marinella mi portano nella “Bibliodragoteca” (così l’ho soprannominata io), una biblioteca con una moltitudine esagerata di testi sui draghi. Dopo aver analizzato scaffale per scaffale ogni singolo testo (uno addirittura scritto TUTTO in LATINOOOO!!! IN LATINO, CA-PI-TO??!), consegnandomi un borsone dell’Ikea pieno zeppo di libri, libretti, libroni, quaderni di appunti, diari, enciclopedie, riviste di dragologia e chi più ne ha più ne metta, mi dicono: “ecco qua un paio (PAIOOOOO???????? A casa mia, quando si dice un paio, significa una coppia, due, insomma… un numero compreso fra due e due, non fra due e 150!!!) di libri per iniziare a capire il mondo dei draghi!”
Carica come un mulo… torno a casa, deposito l’immensa e pesantissima borsa in camera mia e tiro fuori tutti i testi fino formare una pila di UN PAIO di METRIIII…!!!…

Difr: il ponte magico

Difr: postazione finale

Le squadre del gioco interattivo, spesso composte da mamma, babbo e figlioli si scervellano per portare a termine la missione e conquistare tappa dopo tappa, prova dopo prova il titolo di “Master of rescue”.
Come avrete sicuramente capito… già a cominciare dai nomi e dalle sigle… nulla è scontato quando si parla di DIFR e, infatti, ricordo sempre ridendo (e con un vaaaago senso di “colpa”) un breve scambio di battute fra me e una famiglia che si stava accingendo a iniziare il gioco. Un simpaticissimo papà, che probabilmente sognava una mattina rilassante e senza pensieri sui pratoni di Gardoné, mi dice con espressione divertita e anche un po’ “preoccupata”: “Ma come inventi queste storie?”. E io: “Non lo so esattamente, ma le scrivo di notte!”. E lui: “Non faresti meglio a dormire?”

Difr: le missioni

Difr: le missioni

Inizia così la mia avventura con la MontagnAnimata e il DIFR, il gioco interattivo del Latemar e soprattutto nasce così: Missione Leroistus (il primo dei 3 DIFR)!

…TO BE CONTINUED!

Anna Vanzo

Anna Vanzo

Aspetta, aspetta. Hai detto Natale?

Una grande roccia di muschio spelacchiato, due larici maestosi a incorniciare un sottobosco profumato e caldo. Il posto ideale per fermarsi a riposare. Era da un po’ che quel sassolino lo tormentava.

“Che spavento! Sembra una nuvola fumosa. Sì, se lo dico a nonno Gigi però, sai le risate!”, pensò tra sé strizzando gli occhi per vedere meglio.

“Nuvola fumosa! Vorrai scherzare!”

Questa poi, una roccia che parla Martìn non l’aveva mai vista. Né il nonno né i suoi amici  pastori ne avevano mai fatto cenno. Distratto sì, gliel’avevano detto qualche volta, anche se lui faceva spallucce. Erano gli oggetti – scarponi, zaino, rastrello – a perdersi apposta per fargli dispetto.

“Ehi, sono qui. Sveglia!”

Dimmelo tu, sei forse un dahù?

dahu per blog

“Ah, sapessi saltare io così! Dritto come un fusto, svelto come uno sciatore in pista di buon mattino. Ma se il terreno è scosceso non mi batte nessuno. Stai a vedere”.

Neanche il tempo di voltarsi. Eccolo sbucare da sotto, avanzare deciso piegando un po’ a destra. “Mai visto un animaletto così buffo in vita mia”, gridò Martìn senza perderlo d’occhio. Ma certo, ne aveva sentito parlare ad agosto. Com’era il suo nome?

“Fermati, fermati. Hai vinto tu! Sarai mica un saggio dahù?”

Dragollero dragollààà, tanti auguri e felicità

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Un battito d’ali, quasi un solletico.

“Arcofaleeeenaaaa, prendimi!”

Questa poi. Ormai poteva immaginare anche i draghi – a pensarci bene qualche storia a riguardo l’aveva sentita – ma trovarsene uno a un palmo dal naso! Vi è mai capitato? Un piccolo drago e un’arcofalena tra i boschi.

“Seguimi Tof! Segui la scia della mia polverina magica”.

Dove potrebbe portare? Ma certo, dritto filato al Natale.
Non senza gli auguri di cuore dalla MontagnAnimata!

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Di chiacchiere, tè e pasticcini

Non ci crederete! Ho fatto fatica anch’io. Questa storia sa di tè alla ciliegia e dolcetti. Mettetevi comodi, poi mi direte se Predazzo non è un posto speciale.

Come due comari

Novembre è alle porte. Comincia a far freddo ma in casa non ci so stare. Dalla piazza del paese alzo lo sguardo al Feudo. Sulla cima c’è una spruzzata di neve. È la prima della stagione, una meraviglia. Mi stringo nel maglione di lana, tiro su il colletto sopra le orecchie, cammino a passo spedito quando in lontananza sento un chiacchiericcio famigliare.

“Ma no, la Nave d’Oro è un bellissimo albergo, è lì che ho lasciato i bagagli prima di salire al Feudo!”

“ Oh mia cara Gea non hai ancora capito che siamo nel 2015! Che cara, fai tenerezza.”

Arrivo vicino alla farmacia e sulla terrazza del bar, poco distante, ecco Gea e la Signora Matilde. Sono lì, proprio davanti a me. Stropiccio un po’ gli occhi. Ma sì, sono loro! Come vecchie amiche, al tavolino di un bar con tè e pasticcini.

Adesso siamo in tre

Con un filo di timidezza mi avvicino e chiedo se posso unirmi a loro. Accettano. Mi sembra surreale.

La signora Matilde composta sulla sedia, stringe fra le mani il suo ombrellino. Cappello e guanti appoggiati sul tavolo, sorseggia tè all’aroma di ciliegie.

Gea non riesce a separarsi dal suo taccuino. Tra un sorso e l’altro scarabocchia, scrive, cancella e riscrive. In pochi secondi vengo catapultata nel loro mondo. Insieme cavalchiamo ricordi di un’intera estate.

il tè delle cinque

Eccomi qua, con la signora Matilde e Gea!

 

“E quel  giorno sulla MontagnAnimata? Io ero salita per fare una passeggiata tranquilla. Insomma, vestita di tutto punto come si confà ad una signora! La Guida del Cais mi ha fatto mettere quelle orrende pedule! Non si abbinavano neanche da lontano col mio vestito! Barbaro!”

Sorrido, mentre approfitto dei biscottini.

“A me non è andata certo meglio! Anni di ricerche e studi sulla formazione delle rocce dolomitiche per venire contradetta e zittita da Guido la Guida. Ma insomma, sono o non sono una geologa di fama mondiale!? ”

Il quarto vien da sé

Questi uomini! Sospiriamo, scambiandoci sguardi d’intesa. Non posso fare a meno di notare una certa malinconia nei loro sguardi. Suona un cellulare, Gea risponde.

“Tesoro, non mi prendere in giro! Veramente? Ma che bella notizia,  e dove? Dove? Ah a..bè certo, dopo tanto sforzo dovevate trovarlo! Potere della scoscessitudine ragazza mia! Ci sentiamo, ti ringrazio.”

Ok, a parte il fatto che trovarmi davanti Gea, venuta dal passato, mentre parla al cellulare ha dello straordinario, roba da “ritorno al futuro”.

Chi era Gea? Racconta!

“No, niente…era la mia cara amica biologa, hanno finalmente trovato il dahú a Gardonè!”

Che notiziona! Trovato il dahú! È da tutta l’estate che lo cercano.

“Trovato il dahú! Ma sentitele! Sono anni che cerco i draghi sulla MontagnAnimata e voi dopo una sola stagione già trovate quel che cercate! Ma che ingiustizia!”

Ecco saltar fuori il Prof. Drache, scuote la testa e sbuffa indignato. Nello zaino, tra sonde cerca draghi e retino, ci sono buste colme di provviste.

Dai Nikolaus, non fare il broncio, siediti con noi. Prendi un caffè?

“No, grazie. Si sta facendo tardi e devo salire a Gardonè nella mia baita prima che faccia buio . Passerò l’inverno lassù  a studiare e magari riuscirò a finire il mio libro sui draghi dei ghiacci.”

Ci saluta, togliendosi il cappello (un vero gentleman) e se ne va, con quella camminata da dragologo che affascina i bambini.

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Arte che nutre e/o Marco Nones

“Il mio lavoro si nutre di arte e sperimentazione. Alla base c’è ricerca dei materiali. Mi piace plasmare gli elementi naturali per creare forme inaspettate. Osservo i dettagli, guardo la natura da vicino. Della natura colgo i particolari, più che i paesaggi”. Parole di Marco Nones, artista, cresciuto nel grembo della Val di Fiemme.

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones

Foresta dei Draghi – uovo di drago di Marco Nones

Marco Nones all'opera

Marco Nones all’opera

La farfalla regina nella Foresta dei Draghi

nuovo “make-up” per la farfalla regina nella Foresta dei Draghi – Marco Nones

È arte che nutre. Che sia un nido alto 5 metri che accoglie un grande uovo bianco nella Foresta dei Draghi, un bacello che rovescia i suoi semi nel prato di “Bosco in Città” o una dissolvenza di ghiaccio, luce, sabbia e mare sulle spiagge della Calabria. O un intreccio di radici di cirmolo che sviluppa un cono alto 4 metri. Come l’installazione “Radicati liberi”, esposta alla Galleria Civica Mart di Trento dal 30 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016.

“Radicati liberi racconta un gesto, un movimento. È la spinta ad andare oltre il conosciuto, nonostante i vissuti ereditati, nonostante le storie assorbite. È l’utopia di radicarsi al cielo, come l’albero che protende i suoi rami verso il vuoto”.

A zig zag, seguendo un artista

Mentre MontagnAnimata inaugurava la stagione 2015, Marco era impegnato a Milano. In un grande parco gestito da Italia Nostra nasceva “Svuotato”, con cui ha vinto il concorso d’arte internazionale promosso da Expo 2015, Fondazione Triulza, Arte in Cascina. Abbiamo gioito con lui.

“Vorrei che provassimo a sintonizzarci con il suono di un seme che si appoggia al suolo. È lieve come un sorriso che si apre. Ma sprigiona un’energia immensa”.

A settembre l’abbiamo seguito con gli occhi sulle spiagge di San Ferdinando dove ha creato “Dissolvenze”. Assieme a Beatrice ha raccontato la storia di lievi gocce d’acqua che affrontano la polvere prima di tornare al mare.

Dahú, dimmelo tu

progettazione dell'installazione dedicata al dahú

progettazione dell’installazione dedicata al dahú

Poi Marco è venuto a trovarci. Ha fatto sosta a Rifugio Passo Feudo. Ha osservato, esplorato e annusato l’aria finché ha trovato il posto giusto per realizzare “Il giro del Dahú”.  Una installazione dedicata ai bambini, per invitarli a zampettare con una gamba giù e l’altra su, sintonizzati con la fantasia su storie curiose di animali che solleticano la nostra capacità percettiva.

il giro del dahú

il giro del dahú

Marco e Beatrice hanno illustrato e scritto una delle 4 Fiabe storte del Dahú. Ozzi è una loro creatura. Chi non l’ha scoperta d’estate potrà leggerla nella magia dell’inverno.

Land art e draghi, anche d’inverno

La Foresta dei Draghi è aperta anche durante la stagione invernale. È una passeggiata bellissima nella neve, alla scoperta delle tracce lasciate dai draghi buoni del Latemar. I draghi non vanno in letargo! Ed è molto più facile avvistarli sulla neve fresca, tra arcofalene, alberi cavi e incisioni nella roccia.

Foresta dei Draghi - Il dono del volo

Foresta dei Draghi – Il dono del volo

Il bello dei percorsi di land art è che sono liberi, vivono nel sole d’agosto e nelle giornate di neve sottile. Cambia il paesaggio, il rumore dei passi nel bosco, la temperatura delle emozioni è la stessa. Intensa, calda.

Foresta dei Draghi - graffio di drago

Foresta dei Draghi – graffio di drago

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones in inverno

Foresta dei Draghi – uovo di drago di Marco Nones in inverno

“Avvicinare i bambini alla natura attraverso l’arte e il gioco è un gesto necessario e doveroso. Significa prendersi cura del domani”. Beatrice e Marco ne sono convinti. E noi pure.

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Considera la zomberla

Senza manutenzione – che è un prendersi cura delle cose e conservarle nel tempo – Albina si sarebbe fatta capire comunque, con quella capacità di disegnare con le mani mentre racconta. Ma osservarla mentre riproduce gesti antichi e ti spiega a cosa serve ogni attrezzo, potendolo toccare, è una meraviglia. Non li avesse conservati con cura avremmo perso un tesoro.

L'Albina che lima la falce

L’Albina che lima la falce

forca e restel, falce e cosae

“forca e restel, falce e cozae” (tipico contenitore in legno per la lima della falce)

Co’ la zomberla zean a portar el late fin zai Masi. Doi olte al dì. Cosita ala fin de’ la stagion avean el nos bon formae”.

sentiero del pastore distratto - bidoni del latte

sentiero del pastore distratto – bidoni del latte

Se poi c’è Nicola – che alle tradizioni e ai saperi di una volta ha dedicato ore di ascolto e registrazione – finisce che te ne vai con la promessa di quelle sementi di spinaci croccanti che a sentirne parlare hai l’acquolina in bocca.

Invisibile agli occhi, qb

È il prendersi cura quotidiano del luogo che ti ospita. Sentieri, installazioni, attrezzi che hai selezionato prendendo da soffitte e scantinati. Rastrello, forca, zaino di nonno Gigi.

sentiero del pastore distratto - scarponi

sentiero del pastore distratto – scarponi

sentiero del pastore distratto - cappello e sega

sentiero del pastore distratto – cappello e sega

sentiero del pastore distratto - dendrofono ©Modica

sentiero del pastore distratto – dendrofono ©Modica

Con la chiusura della stagione prendiamo ogni cosa, verifichiamo che sia in buono stato, ripariamo quando serve. È un lavoro scrupoloso che coinvolge gli operai e qualche buon artigiano della valle.

La Foresta dei Draghi non si tocca

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones

foresta dei draghi – uovo di drago di marco nones

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones in inverno

foresta dei draghi – uovo di drago di marco nones in inverno

È land art, se ne occupa la natura. Qui la manutenzione è minima e quotidiana, riguarda il sentiero, che sia pulito e percorribile, il bosco e i prati sfalciati. Il resto sono opere d’arte bellissime trasformate dal vento, dalla pioggia e dal sole. Cambiano pelle e maturano come frutta selvatica. Marco Nones è d’accordo.

foresta dei draghi - nido di drago

foresta dei draghi – nido di drago

foresta dei draghi - nido di drago in inverno

foresta dei draghi – nido di drago in inverno

Non sono un custode geloso delle mie opere, degli schizzi sì. Quello è il momento magico della creazione”.

marco nones ritocca le pietre del fuoco nella foresta dei draghi

marco nones ritocca le pietre del fuoco nella foresta dei draghi

Il nido di drago annuncia con fierezza la presenza di una dinastia buona sul Latemar ma il grande uovo ancora  non dà segno di schiudersi. “Ci vorrà del tempo”, conferma il Prof. Drache riponendo stetoscopio e piumetto nello zaino.

sarac

Il meraviglioso mondo di Anna Vanzo

Anna entra a far parte della squadra in punta di piedi. Fa la timida, indugia, non sa. Quando finalmente cede ci riempie di preamboli. Noi però: impassibili, aspettiamo.

Per il gioco del Difr cercavamo una mente aperta, creativa, fantasiosa, poliedrica. Serviva qualcuno con la capacità di sintonizzarsi con il mondo dei bambini, occhi negli occhi. Chi meglio di Anna Vanzo? Fiera cittadina di Masi di Cavalese con evidente sindrome di Peter Pan: lei o nessuno.

Anna Vanzo

Anna Vanzo

Tutti ne parlano, la squadra è al lavoro

Quando comincia a leggere la prima bozza – Missione Leroistus – andiamo in visibilio. Tra giochi di parole, soluzioni geniali e stratagemmi ridiamo di gusto. Non c’è niente di scontato, la prima bozza ci conquista.

È fatta! Insieme a lei si mettono al lavoro illustratori e artisti. Per mesi non facciamo che parlare della dinastia dei draghi buoni del Latemar. Il gioco del Difr prende forma.

Tof

Tof

Tof diventa il nostro cucciolo. Ci impegniamo tutti a strapparlo dalle grinfie del perfido Leroistus. Prakon, il Maestro del Latemar, si palesa per guidarlo e insegnargli a trovare la forza di affrontare le avversità. Tof deve imparare a volare e intraprendere la strada che lo riporterà a casa. Il piccolo dovrà dimostrare di essere degno della dinastia da cui proviene: forte come il padre, il Re Kos, e con la stessa dignità della madre, la Regina Robinia.

Dare un nome, che abbia radici

Difr: le missioni

Difr: le missioni

Difr: l'enigma del tronco

Difr: l’enigma del tronco

Ore passate a sistemare i dettagli, carta topografica della Regola Feudale di Predazzo alla mano. È così che abbiamo scelto i nomi e gli episodi delle tre missioni del Difr, passando al setaccio luoghi, corsi d’acqua, confini, avvallamenti.

Simone ci ha confidato che per i suoi libri attinge dalla sua famiglia: zii e cugini fino al terzo grado non hanno scampo. Noi abbiamo passato alla lente d’ingrandimento il territorio che ci ospita. Ci è sembrato da subito un segno d’appartenenza e gratitudine.

Se la squadra è quella giusta c’è di mezzo il Difr

Difr: albero gargougliante

©Modica

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Difr: il ponte magico

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Il gioco è complesso, la storia accattivante, i personaggi conquistano la curiosità di famiglie e bambini. Quando Anna fa capolino sul sentiero per spiegarne i retroscena, chi ha la fortuna di incontrarla sente di aderire a questo mondo.

Difr: i guardiani del nido reale

Difr: i guardiani del nido reale

La dinastia dei draghi buoni del Latemar esiste e fa spazio a chi crede che creatività e fantasia siano valori generativi. Bambini e non.

Nel 2015, complice un’amica comune, Anna accetta una nuova sfida. La Storia di Dalvis è opera sua.

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©Modica

Un’altra prova di genio, creatività e divertimento che potete leggere tra Le Fiabe storte del dahú.

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Salta fuori saggio dahú, ti daremo un enorme tutù

Finito lo spettacolo, passano due giorni e arriva lei: vorrei le canzoni del dahú! Giulia se le ricorda tutte ma c’è una rima che non le torna. Non possiamo partire senza. Se avete il cofanetto completo meglio ancora. Abbiamo 5 ore di strada.

Signora cara la magia del dahú è sul sentiero, nel folto del bosco. Impossibile racchiuderla in un cd. Le rime sono polifoniche, misteriose, evocative.

Il dahú solletica la nostra capacità percettiva. Serve disponibilità allo stupore, uno strumento antico – che sia capace di emettere vibrazioni leggere – e una buona guida per intraprendere la ricerca. Ricorda il giuramento alla partenza?

Rimane in silenzio, occhi chiusi, fa un sorriso e se ne va.

Mano sul cuore, sguardo al futuro

©Modica

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Una cosa è certa: il dahú è sensibile ai suoni impercettibili e alla gentilezza. Ci sarà un motivo se Laura Gasperi ha investito mesi a trovare la vibrazione giusta per sintonizzare il gruppo di ricerca. Lei che ha una passione per il suono e un’attenzione viva per come si propaga sulla scena coinvolgendo il pubblico.

Laura ci piace perché sperimenta e non si tira indietro. La saluti a fine spettacolo, il giorno dopo la ritrovi impegnata in un laboratorio su Cechov con Chiara Guidi. Studia la potenzialità della voce, come risuona, cosa può raccontare tra le righe di un testo. La voce è capace di creare immagini?

Laura porta in scena la stessa curiosità e determinazione di quando si era messa in testa di fare il cameraman, affascinata dalle molteplici possibilità dell’inquadrare: movimento, dettaglio, poesia. Cosa che ha fatto, con soddisfazione. D’altra parte per MontagnAnimata mette in gioco le sue competenze di mitologa con generosità. Che ci sia un pizzico di Jodorowsky?

©Modica

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Quando insieme ad Emma c’è lei sappiamo che sul sentiero del Pastore Distratto non mancheranno le emozioni.

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