La Disney sceglie la Foresta dei draghi

Tutto comincia con una telefonata alla fine di maggio. Non ci hanno trovato per tre volte di seguito, poi finalmente: “vorremmo realizzare una promozione per il lancio del prossimo film della Disney nella Foresta dei Draghi. Protagonista: il Drago Invisibile. Ad agosto sarà nelle sale, in tutta Italia”. “Ma come avete saputo di noi ?” “Su internet”.

Certo, la Foresta dei Draghi “sta su internet”, vero. Ma dovete vederla! In Val di Fiemme ci sono i draghi buoni del Latemar. C’è il sentiero, c’è l’atmosfera, e poi la foresta, la bellezza di un percorso di land art immerso nel fitto del bosco. E ancora le installazioni, il gioco del Difr: la storia dei draghi, gli effetti speciali, la mappa e le missioni da compiere. “Quando la torre più alta e più bella del Latemar comincerà a tingersi di blu, il ponte inizierà a sparire nel nulla…”.

Il drago invisibile parla di noi, del territorio che abitiamo

Nella casetta del dragologo della Foresta dei Draghi del Latemar la famiglia di Facchinetti e la famiglia di Colombo d

Ci sentiamo di nuovo. Una, due, tre volte. Volevamo spiegare la filosofia di MontagnAnimata, come facciamo le cose. È una cosa a cui teniamo moltissimo, ci abbiamo messo creatività, energia, tenacia e cuore. Parla di noi, del territorio che abitiamo. Le storie e le installazioni li hanno stupiti, gli effetti speciali del Difr li hanno conquistati.

Tra preparativi, definizione del progetto, approvazione da parte di Disney International due mesi sono volati: intensi, facendo squadra, in puro stile MontagnAnimata. Con gli artigiani del posto, le maestranze locali e il nostro dragologo che tutte le domeniche accompagna famiglie e bambini nella Foresta dei Draghi. Per le riprese abbiamo coinvolto video maker e fotografi con cui collaboriamo abitualmente. Sono competenti, appassionati del loro lavoro, innamorati di queste montagne.

Il risultato è una meraviglia, la soddisfazione è collettiva.  Mentre il video viene lanciato dai social media della Disney e dai talent coinvolti, Disney Channel ha promosso un concorso con in palio due weekend in Val di Fiemme, concordato con l’Azienda per il Turismo Val di Fiemme. Una collaborazione preziosa per tutto il progetto.

Fare cose mai fatte è quello che sappiamo fare

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Quando ho chiamato i miei collaboratori per raccontare della Disney, non ci potevano credere. Graziano Bosin e Manuel Morandini, della Dolomiti Tv, per le riprese con telecamera e droni, Federico Modica per il servizio fotograficoLoris Paluselli l’abbiamo tenuto col fiato sospeso fino alla fine. Quando gli ho chiesto di realizzare una coda gigante di drago invisibile mi ha detto: “Sara, ma chiedermi qualcosa che abbiamo già fatto, mai?” “Certo che no, caro Loris! Fare cose mai fatte è quello che sappiamo fare!”

Il 27 e 28 luglio sono state due giornate intense. Abbiamo girato il video, ci siamo occupati degli ospiti: due famiglie speciali alla scoperta dei draghi! Ci abbiamo messo impegno e fatto le cose con cura. Quando i responsabili mi hanno rivelato: “raramente abbiamo sperimentato un’efficienza comparabile, sia per le capacità tecniche sia per la qualità delle persone coinvolte”, ho detto “sì, le persone fanno la differenza”.

MontagnAnimata è lavoro di squadra

backstage nella Foresta dei Draghi di Fiemme foto F Modica

Con il video di lancio del film della Disney abbiamo potuto dare prova di quello che sappiamo fare a un committente esigente: aspettative altissime e progetto ambizioso. Senza entusiasmo e creatività? Impossibile!

Ecco il Drago Invisibile ha lasciato tracce nella Foresta dei draghi.

Alla MontagnAnimata da sei stagioni siamo impegnati a realizzare progetti innovativi e sfide che ci hanno messo alla prova in tante occasioni, creando coesione, fiducia e stima tra persone che si sono appassionate a un’idea.

Il 10 agosto, “Il Drago Invisibile” esce nelle sale, in tutta Italia.

Grazie di cuore a Bruno Felicetti, Anna Vanzo, Beatrice Calamari, Fabrizio Bortolotti, Francesca Delladio, Sara Carneri, Graziano Bosin, Manuel Morandini, Nicola Sordo, Loris Paluselli, Emma Deflorian, la Regola Feudale di Predazzo e tutti i dipendenti della Latemar 2200 spa.

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Il parco dei desideri

Quanti desideri.

Forse troppi e contrastanti. La mente si affolla di sogni e diventa difficile sceglierne uno. Quando Sara Azzolini mi ha proposto di scrivere un racconto per far nascere un percorso gioco nella foresta della MontagnAnimata, avevo solo un sogno. Desideravo che i bimbi, giocando, imparassero a desiderare e quindi ad ascoltarsi in profondità.

libriÈ un percorso che avrei voluto fare anch’io da bambina. Mi ricordo che guardavo dal basso all’alto il mondo degli adulti in attesa di istruzioni chiare per comprendere cosa ero io e chi erano gli altri. Quei giganti adulti si fermavano un po’ a giocare con me, ma perdevano il sorriso quando inseguivano i loro obiettivi. Mi sentivo travolta in un vortice che non capivo. Bisognava essere bravi a scuola, eleganti, puliti e ambiziosi. Bisognava essere curiosi e, sì, possibilmente anche furbi. Nella loro lotta ad emergere dagli anni bui della guerra non avevano proprio tempo per insegnare a una bambina a essere se stessa più che mai, con tutte le sue forze.

Sarà  per questo che ancora oggi, di tanto in tanto, mi chiedo se sono arrivata dove volevo.

libroPosso solo dire che mentre creavo il racconto “I draghi del Latema r” mi sentivo totalmente al mio posto. La mia fantasia aveva trovato una casa.  Infinite visioni affioravano e assumevano forme fantastiche. I draghi buoni mostravano ai bimbi aspetti preziosi della loro personalità e li invitavano ad accogliere anche le sfumature caratteriali più scomode.

A loro volta, questi esseri alati, di tanto in tanto, si lasciavano andare a comportamenti illogici, scatenando ilarità. È nato uno scambio fra i fanciulli e i draghi. Uno scambio che ho riproposto anche nei giocolibri. Io ti mostro qualcosa di te, tu  mi mostri qualcosa di me.

Ed è così in fondo la relazione.

Oggi guardo questi bimbi entrare nella Foresta dei Draghi e uscirne con occhi lucenti.  Solo un incontro speciale può accendere questa luce. E non si incontra l’altro se prima non si incontra se stessi. Ecco il dono lasciato da quegli esseri soprannaturali che volteggiano fra le guglie di roccia del Latemar.

Mentre mi aprivo a nuove complicità , Marco Nones dava forma alle mie visioni stralunate. Come quando ha eretto il gigantesco nido con tre larici sradicati e piantati al contrario. Le cose più  assurde prendevano forma per mano di un artista. Chi meglio di un artista riesce a ignorare ostacoli e preoccupazioni?

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones

Foresta dei draghi – uovo di drago di Marco Nones

La foresta via via diventava un luogo d’incanto capace di sedurre persino gli operai più duri, quelli che normalmente spostano tonnellate di neve.

Tutti collaboravano con un entusiasmo fanciullesco.

Ed ancora ogni estate si aggiungono dettagli. Perché Sara, regina di questa montagna, osserva e ascolta i piccoli visitatori senza mai mollare l’attenzione.

Se da un desiderio è nata una foresta… chissà  cosa potranno creare i giovani amici dei draghi?

Me ne resto qui, in attesa che si compia l’antica profezia scolpita da Zac su una roccia. Quando gli uomini apriranno l’occhio del cuore…

Ma aspetto con ansia anche la ristampa del racconto con le illustrazioni di un idolo mio e di mio figlio, Simone Frasca. La sua matita volteggia nella storia come in un incanto. Sembra rapita, estasiata.

Simone Frasca - illustrazione

Simone Frasca – illustrazione

Grazie MontagnAnimata per questo secondo debutto!

Beatrice Calamari

Beatrice Calamari

 

Nella Foresta dei Draghi in inverno

Nel freddo dell’inverno lei sceglie Ardea. Materna, tollerante, passionale. È la draghessa dei deserti. Ha il potere di creare arcobaleni bellissimi, muovere le nuvole e chissà …far scendere la neve.

foresta dei draghi - nido di drago in inverno

foresta dei draghi – nido di drago in inverno

Scarponi, guanti, sciarpa e berretto. Il sentiero è libero. Vicino alle piste da sci, nella quiete del bosco.

Ci vorrà intuito e fiuto

Foresta dei Draghi - gli alberi cavi

Foresta dei Draghi – gli alberi cavi

Foresta dei Draghi - Graffio

Foresta dei Draghi – Graffio

La Foresta dei Draghi è una passeggiata bellissima. Ti muovi tra rocce, piccoli passaggi segreti e radure tra il fitto degli alberi. “Guarda! C’è un graffio sul tronco!

Giocolibri dei Draghi

Giocolibri dei Draghi

RAMETAL ZOIRA

 

 

Ogni “Avventura cercadraghi è ricca di indizi. Bisogna farne tesoro. Per scoprire le tracce di queste potenti creature alate che abitano le montagne servirà aprire l’occhio del cuore, come suggerisce Beatrice.

C’è una missione da compiere

Foresta dei Draghi - lungo il percorso

Foresta dei Draghi – lungo il percorso

Vivono nel sole d’agosto e nelle giornate d’inverno. Alla prima neve fresca sarà più facile avvistarli. Cambierà il paesaggio, il rumore dei passi nel bosco. Non la temperatura delle emozioni, scoperta dopo scoperta.

Cerca Rametal e aiutalo a ipnotizzare il mago Kraus, in modo che dimentichi cosa stava cercando”.

Se poi passi indenne sotto l’arco della farfalla regina, hai buone possibilità! La missione da compiere è vicina.

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Cambiare punto di vista, Champs-Élysées

Erano anni che vedevo passare le cabine degli impianti che portano a Gardonè tutte uguali, bianche. Ogni giorno stesso scenario. Ma possiamo dipingerle di tanti colori? Allegre, festose come aquiloni?

Una domenica di giugno sugli Champs-Élysées metto a fuoco l’idea. Immagina: un salone di automobili d’epoca. Fogli bianchi, pastelli e colori a disposizione dei bambini. Genitori liberi di esplorare l’evoluzione dei motori  negli anni ’30 con la tranquillità di saperli impegnati. Dopo un paio d’ore quegli stessi fogli tratteggiano le auto del futuro.

Facciamo un concorso: dipingi una cabina

60 cabine, 4 lati (vetri e fondo esclusi). Ogni anno, durante l’estate di MontagnAnimata, oltre 100 bambini dedicano tempo e fantasia a immaginare, pensare, disegnare e colorare una cabina.

disegno

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Hanno camminato, riso, giocato. Un dettaglio che li ha emozionati lungo il sentiero diventa il punto di partenza. Aggiungono colore, la matita corre con la fantasia. Sognano di dare un vestito nuovo alle cabine.

 

Il primo anno, all’apertura c’erano 15 minuti di attesa. Famiglie intere trattenute dai bambini. “Noi aspettiamo quella colorata”. La scena si ripete ogni giorno, in salita e in discesa.

8 finalisti, 1 solo vincitore

A fine stagione la giuria si riunisce. Oltre al comitato interno ci sono gli artisti che collaborano con MontagnAnimata.

vincitrici 2014 Sara e Francesca

vincitrici 2014 Sara e Francesca

vincitrice 2013 Elena

vincitrice 2013 Elena

vincitrice 2012 Lucia

vincitrice 2012 Lucia

vincitrice 2011 Camilla

vincitrice 2011 Camilla

vincitrice 2010 Greta

vincitrice 2010 Greta

Quattro i criteri di selezione: i disegni devono essere originali (non strizzare l’occhio a quelli esistenti), completi (quattro lati, non uno meno), equilibrati e in sintonia con il paesaggio del Latemar.

Le cabine corrono sopra la statale 48 delle Dolomiti.

sarac

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Considera la zomberla

Senza manutenzione – che è un prendersi cura delle cose e conservarle nel tempo – Albina si sarebbe fatta capire comunque, con quella capacità di disegnare con le mani mentre racconta. Ma osservarla mentre riproduce gesti antichi e ti spiega a cosa serve ogni attrezzo, potendolo toccare, è una meraviglia. Non li avesse conservati con cura avremmo perso un tesoro.

L'Albina che lima la falce

L’Albina che lima la falce

forca e restel, falce e cosae

“forca e restel, falce e cozae” (tipico contenitore in legno per la lima della falce)

Co’ la zomberla zean a portar el late fin zai Masi. Doi olte al dì. Cosita ala fin de’ la stagion avean el nos bon formae”.

sentiero del pastore distratto - bidoni del latte

sentiero del pastore distratto – bidoni del latte

Se poi c’è Nicola – che alle tradizioni e ai saperi di una volta ha dedicato ore di ascolto e registrazione – finisce che te ne vai con la promessa di quelle sementi di spinaci croccanti che a sentirne parlare hai l’acquolina in bocca.

Invisibile agli occhi, qb

È il prendersi cura quotidiano del luogo che ti ospita. Sentieri, installazioni, attrezzi che hai selezionato prendendo da soffitte e scantinati. Rastrello, forca, zaino di nonno Gigi.

sentiero del pastore distratto - scarponi

sentiero del pastore distratto – scarponi

sentiero del pastore distratto - cappello e sega

sentiero del pastore distratto – cappello e sega

sentiero del pastore distratto - dendrofono ©Modica

sentiero del pastore distratto – dendrofono ©Modica

Con la chiusura della stagione prendiamo ogni cosa, verifichiamo che sia in buono stato, ripariamo quando serve. È un lavoro scrupoloso che coinvolge gli operai e qualche buon artigiano della valle.

La Foresta dei Draghi non si tocca

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones

foresta dei draghi – uovo di drago di marco nones

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones in inverno

foresta dei draghi – uovo di drago di marco nones in inverno

È land art, se ne occupa la natura. Qui la manutenzione è minima e quotidiana, riguarda il sentiero, che sia pulito e percorribile, il bosco e i prati sfalciati. Il resto sono opere d’arte bellissime trasformate dal vento, dalla pioggia e dal sole. Cambiano pelle e maturano come frutta selvatica. Marco Nones è d’accordo.

foresta dei draghi - nido di drago

foresta dei draghi – nido di drago

foresta dei draghi - nido di drago in inverno

foresta dei draghi – nido di drago in inverno

Non sono un custode geloso delle mie opere, degli schizzi sì. Quello è il momento magico della creazione”.

marco nones ritocca le pietre del fuoco nella foresta dei draghi

marco nones ritocca le pietre del fuoco nella foresta dei draghi

Il nido di drago annuncia con fierezza la presenza di una dinastia buona sul Latemar ma il grande uovo ancora  non dà segno di schiudersi. “Ci vorrà del tempo”, conferma il Prof. Drache riponendo stetoscopio e piumetto nello zaino.

sarac

Dammi un’idea, non dirmi fai tu

Cercasi falegname che sappia lavorare con le idee. Era il 2011, MontagnAnimata un cantiere. Serviva qualcuno che da un disegno stilizzato sapesse farne meraviglie. Prendi il dendrofono: lo vorremmo così e così.

Il risultato è talmente buono che Marcello Delladio non lo lasciamo più. Quando arrivo con un nuovo progetto si mette le mani nei capelli. Sono cinque minuti, poi vince la curiosità.

La base è uno schizzo, poche righe su carta

Marcello Delladio nella sua bottega

Marcello Delladio nella sua bottega

A cosa serve? Quanto grande? Dove andrà messo? La scelta del legno viene dopo. Se il progetto è semplice mi metto subito al lavoro. Se è complesso (nove volte su dieci) studiamo insieme il funzionamento. Il mulino ad acqua non è nato in un giorno. Capito il progetto, si comincia.

assemblaggio componenti mulino nella bottega

assemblaggio componenti mulino

Pino, abete, larice, cirmolo, frassino non sono uguali. Il legno ha colore, venature e capacità di resistenza diverse.

Storia di un balletto, dietro le quinte

Fabrizio Bortolotti

Fabrizio Bortolotti

messa in opera del mulino

messa in opera del mulino

fissaggio ruota del mulino

fissaggio ruota del mulino

La scelta del luogo giusto richiede ingegno, tempo, cura. Fabrizio non transige, niente ancoraggi impattanti. Dove pensate di montare il mulino ad acqua? Non certo lì.

Con Marcello definiamo i pezzi, gli incastri, le dimensioni. Gli artisti non sono da meno. Hanno una loro idea del risultato finale. Le nuvole vanno appese in alto, un bel pezzo più su! E io non rinuncio certo all’idea originale. Così non va, troviamo un altro modo.

Ogni modifica, anche la più piccola, va condivisa. Inizia un balletto serrato tra laboratorio e sentieri, matite, pialle e morsetti. Finché non è tutto pronto per assemblare la struttura. Ma vietato abbassare la guardia. C’è il trasporto e chi vigila il lavoro.

Prendi l’acqua, senza versarne una goccia

gocce sul ciclo dell'acqua

gocce sul ciclo dell’acqua

Il lavoro preliminare è sempre molto attento ma gli imprevisti ci sono. Tocca aggiustare. Quella volta del mulino ad acqua è stata un’impresa. Sagome che salgono e scendono, illustrazioni da incidere, pesi e contrappesi da stimare. Ma se lo mettessimo in quel torrente?

A volte bisogna accettare anche un “no” perentorio, altre – anche se mancano 24 ore all’apertura, piove a dirotto, siamo in piedi dalle 6 – si trova il modo e si fa.

Marcello all'opera

Marcello all’opera

montaggio delle nuvole

montaggio delle nuvole

Il ciclo dell’acqua era stato pensato così: nuvole alte da far alzare lo sguardo. Che sia impossibile resistere e passare oltre. Ma ci vuole qualcuno con le ‘carpele’ che si arrampica fin lì, saranno 6 metri da terra. Sergio è il nostro boscaiolo. Sa il fatto suo.

Mica l’abbiamo lasciato solo. Qualcuno che controlla c’è. Sarà per quello che non mi vogliono in fase di montaggio?

saraa

Osservare, con le orecchie

Com’è fatta un’ape? Ha sei zampe, un paio d’ali e due antenne. Sei bambini volontari sono arruolati. Cosa manca? Un pungiglione. Brivido! Si fa sotto un bambino, ma deve stare ben nascosto. “Le api non pungono per capriccio, lo fanno solo se avvertono un pericolo. È allora che il pungiglione si mostra. Per osservare le api ci sono tre regole: muoversi lentamente, rispettare il loro habitat e fare silenzio”. Con il Prof. Pròpolis tutti stanno attenti!

Giochi di ruolo, ciascuno il suo

come è fatta un'ape

come è fatta un’ape

Camminando impariamo che in famiglia c’è l’ape regina con le sue ancelle, note per essere giudiziose e diligenti. Ci sono le api ceraiole, impegnate a costruire le celle. Le api guardiane, che hanno il compito di vigilare l’ingresso, e una moltitudine di api operaie indaffarate fin dal mattino. A raccontare di questa società operosa e ben organizzata è Corrado, apicoltore per passione.

Senza impollinazione: la catena alimentare salta

©Modica

©Modica

Le api hanno un ruolo importante. Frutti, erbe, piante dipendono dal lavoro di impollinazione. Ma pensiamo alle mucche. Senza il lavorio delle api la loro alimentazione è a rischio. Niente api, niente fieno. E la catena alimentare a poco a poco salta. Le api sono tanto preziose quanto fragili e delicate. L’inquinamento le mette in serio pericolo e non risparmia la nostra alimentazione. La sopravvivenza delle api ci riguarda.

Il vestito buono dell’apicoltore (baby)

©Modica

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Come bravi apicoltori i bambini si vestono. Infilano la tuta che li copre da capo a piedi, guantini e maschera. A vederli scendere verso l’apiario di MontagnAnimata sembrano degli omini pronti ad atterrare sulla luna. Avanzano piano, si muovono lentamente. I genitori osservano, a distanza. Come facciano a riconoscere il proprio bambino in quel gruppo uniforme e compatto è un mistero. La riga di un calzino? Le scarpe? L’apprensione di seguire un’esperienza unica affina lo sguardo. C’è poesia in questo viaggio di scoperta.

Cambio d’abito, com’è andata?

©Modica

©Modica

“Abbiamo visto l’ape regina. È più lunga delle altre api”. “Le api sono belle e brave”. “Erano tante, si sentiva un brusio come fosse musica”. “Io ho visto le uova e le api piccole, senza gambette”. “Il mio papà è apicoltore. Le ho viste tante volte ma sono sempre belle”.

Si chiude così l’avventura, con il sorriso di chi ha scoperto un mondo nuovo e delicato.

sarac