Il parco dei desideri

Quanti desideri.

Forse troppi e contrastanti. La mente si affolla di sogni e diventa difficile sceglierne uno. Quando Sara Azzolini mi ha proposto di scrivere un racconto per far nascere un percorso gioco nella foresta della MontagnAnimata, avevo solo un sogno. Desideravo che i bimbi, giocando, imparassero a desiderare e quindi ad ascoltarsi in profondità.

libriÈ un percorso che avrei voluto fare anch’io da bambina. Mi ricordo che guardavo dal basso all’alto il mondo degli adulti in attesa di istruzioni chiare per comprendere cosa ero io e chi erano gli altri. Quei giganti adulti si fermavano un po’ a giocare con me, ma perdevano il sorriso quando inseguivano i loro obiettivi. Mi sentivo travolta in un vortice che non capivo. Bisognava essere bravi a scuola, eleganti, puliti e ambiziosi. Bisognava essere curiosi e, sì, possibilmente anche furbi. Nella loro lotta ad emergere dagli anni bui della guerra non avevano proprio tempo per insegnare a una bambina a essere se stessa più che mai, con tutte le sue forze.

Sarà  per questo che ancora oggi, di tanto in tanto, mi chiedo se sono arrivata dove volevo.

libroPosso solo dire che mentre creavo il racconto “I draghi del Latema r” mi sentivo totalmente al mio posto. La mia fantasia aveva trovato una casa.  Infinite visioni affioravano e assumevano forme fantastiche. I draghi buoni mostravano ai bimbi aspetti preziosi della loro personalità e li invitavano ad accogliere anche le sfumature caratteriali più scomode.

A loro volta, questi esseri alati, di tanto in tanto, si lasciavano andare a comportamenti illogici, scatenando ilarità. È nato uno scambio fra i fanciulli e i draghi. Uno scambio che ho riproposto anche nei giocolibri. Io ti mostro qualcosa di te, tu  mi mostri qualcosa di me.

Ed è così in fondo la relazione.

Oggi guardo questi bimbi entrare nella Foresta dei Draghi e uscirne con occhi lucenti.  Solo un incontro speciale può accendere questa luce. E non si incontra l’altro se prima non si incontra se stessi. Ecco il dono lasciato da quegli esseri soprannaturali che volteggiano fra le guglie di roccia del Latemar.

Mentre mi aprivo a nuove complicità , Marco Nones dava forma alle mie visioni stralunate. Come quando ha eretto il gigantesco nido con tre larici sradicati e piantati al contrario. Le cose più  assurde prendevano forma per mano di un artista. Chi meglio di un artista riesce a ignorare ostacoli e preoccupazioni?

foresta dei draghi - uovo di drago di marco nones

Foresta dei draghi – uovo di drago di Marco Nones

La foresta via via diventava un luogo d’incanto capace di sedurre persino gli operai più duri, quelli che normalmente spostano tonnellate di neve.

Tutti collaboravano con un entusiasmo fanciullesco.

Ed ancora ogni estate si aggiungono dettagli. Perché Sara, regina di questa montagna, osserva e ascolta i piccoli visitatori senza mai mollare l’attenzione.

Se da un desiderio è nata una foresta… chissà  cosa potranno creare i giovani amici dei draghi?

Me ne resto qui, in attesa che si compia l’antica profezia scolpita da Zac su una roccia. Quando gli uomini apriranno l’occhio del cuore…

Ma aspetto con ansia anche la ristampa del racconto con le illustrazioni di un idolo mio e di mio figlio, Simone Frasca. La sua matita volteggia nella storia come in un incanto. Sembra rapita, estasiata.

Simone Frasca - illustrazione

Simone Frasca – illustrazione

Grazie MontagnAnimata per questo secondo debutto!

Beatrice Calamari

Beatrice Calamari

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...