Nella Foresta dei Draghi in inverno

Nel freddo dell’inverno lei sceglie Ardea. Materna, tollerante, passionale. È la draghessa dei deserti. Ha il potere di creare arcobaleni bellissimi, muovere le nuvole e chissà …far scendere la neve.

foresta dei draghi - nido di drago in inverno

foresta dei draghi – nido di drago in inverno

Scarponi, guanti, sciarpa e berretto. Il sentiero è libero. Vicino alle piste da sci, nella quiete del bosco.

Ci vorrà intuito e fiuto

Foresta dei Draghi - gli alberi cavi

Foresta dei Draghi – gli alberi cavi

Foresta dei Draghi - Graffio

Foresta dei Draghi – Graffio

La Foresta dei Draghi è una passeggiata bellissima. Ti muovi tra rocce, piccoli passaggi segreti e radure tra il fitto degli alberi. “Guarda! C’è un graffio sul tronco!

Giocolibri dei Draghi

Giocolibri dei Draghi

RAMETAL ZOIRA

 

 

Ogni “Avventura cercadraghi è ricca di indizi. Bisogna farne tesoro. Per scoprire le tracce di queste potenti creature alate che abitano le montagne servirà aprire l’occhio del cuore, come suggerisce Beatrice.

C’è una missione da compiere

Foresta dei Draghi - lungo il percorso

Foresta dei Draghi – lungo il percorso

Vivono nel sole d’agosto e nelle giornate d’inverno. Alla prima neve fresca sarà più facile avvistarli. Cambierà il paesaggio, il rumore dei passi nel bosco. Non la temperatura delle emozioni, scoperta dopo scoperta.

Cerca Rametal e aiutalo a ipnotizzare il mago Kraus, in modo che dimentichi cosa stava cercando”.

Se poi passi indenne sotto l’arco della farfalla regina, hai buone possibilità! La missione da compiere è vicina.

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Aspetta, aspetta. Hai detto Natale?

Una grande roccia di muschio spelacchiato, due larici maestosi a incorniciare un sottobosco profumato e caldo. Il posto ideale per fermarsi a riposare. Era da un po’ che quel sassolino lo tormentava.

“Che spavento! Sembra una nuvola fumosa. Sì, se lo dico a nonno Gigi però, sai le risate!”, pensò tra sé strizzando gli occhi per vedere meglio.

“Nuvola fumosa! Vorrai scherzare!”

Questa poi, una roccia che parla Martìn non l’aveva mai vista. Né il nonno né i suoi amici  pastori ne avevano mai fatto cenno. Distratto sì, gliel’avevano detto qualche volta, anche se lui faceva spallucce. Erano gli oggetti – scarponi, zaino, rastrello – a perdersi apposta per fargli dispetto.

“Ehi, sono qui. Sveglia!”

Dimmelo tu, sei forse un dahù?

dahu per blog

“Ah, sapessi saltare io così! Dritto come un fusto, svelto come uno sciatore in pista di buon mattino. Ma se il terreno è scosceso non mi batte nessuno. Stai a vedere”.

Neanche il tempo di voltarsi. Eccolo sbucare da sotto, avanzare deciso piegando un po’ a destra. “Mai visto un animaletto così buffo in vita mia”, gridò Martìn senza perderlo d’occhio. Ma certo, ne aveva sentito parlare ad agosto. Com’era il suo nome?

“Fermati, fermati. Hai vinto tu! Sarai mica un saggio dahù?”

Dragollero dragollààà, tanti auguri e felicità

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Un battito d’ali, quasi un solletico.

“Arcofaleeeenaaaa, prendimi!”

Questa poi. Ormai poteva immaginare anche i draghi – a pensarci bene qualche storia a riguardo l’aveva sentita – ma trovarsene uno a un palmo dal naso! Vi è mai capitato? Un piccolo drago e un’arcofalena tra i boschi.

“Seguimi Tof! Segui la scia della mia polverina magica”.

Dove potrebbe portare? Ma certo, dritto filato al Natale.
Non senza gli auguri di cuore dalla MontagnAnimata!

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