Ci piace il circo perché sfida il nostro equilibrio

Uno arriva con retino e fischietto cercadraghi all’alba, l’altro vuol portare in quota 16 valigie di cartone (non una). Ci sono quelli che senza rola bola, hula hoop e bolle di sapone non vogliono saperne. Chi si presenta con una barra di bamboo lunga 4 metri che a portarla a Gardonè in cabinovia come si fa (ma alla fine si fa). Chi si presenta vestito solo di un enorme pallone da capo a piedi.

Che sia arrivata la settimana della clownerie? Seguiteci in anfiteatro e dietro le quinte.

Retino e fischietto cercadraghi, potevano mancare?

Nicola SordoOuverture sulle tracce dei draghi del Latemar. Bambini e adulti fanno a gara per stargli al passo. Senza fischietto cercadraghi difficile sapere in quale direzione avanzare. Il Prof. Drache, alias Nicola Sordo, guida la missione: avanti tutta. Noi ci rilassiamo, tanto lui è di casa a Gardonè. Non manca mai l’appuntamento della domenica.

Con 16 valigie sgangherate, ce n’è per tutti

Luigi CiottaArriva non con una, ma con sedici valigie di cartone. Alza, sposta, trasforma fino a farne animali bellissimi, archi di trionfo, edifici bizzarri. Valigie che cambiano aspetto per raccontare equilibri precari e nuovi orizzonti. E loro, i bambini, non se lo fanno ripetere due volte. Collaborano a disegnare forme sottili alla perfezione, grazie al carisma di Luigi Ciotta. Che bella scoperta!

Quando Urana Marchesini gioca, sprigiona energia

Urana MarchesiniUndici anni di ginnastica artistica e agonismo. A metà strada incontra il teatro e parte per la Francia, dove il circo è avanti anni luce. Le cose devono essere o non sono, come darle torto. Un giorno passa il Circo Togni. Lei si presenta per un provino e il posto è suo: clown di pista. L’avventura è iniziata. Urana ha un’energia pazzesca oltre alla simpatia dello sguardo e alla mimica. Il vestito di scena è ispirato a Giulietta Masina, che era forza e dolcezza. È un costume che mi diverte, femminile e clownesco insieme. Nello spettacolo, in anfiteatro, c’era un ping pong incredibile di intesa con il pubblico. Adulti, bambini: grande sintonia. Vai e vola, è un bellissimo auspicio al femminile. Cercate la prossima data in calendario!

Un caffè con Otto il Bassotto, niente trucchi

Otto il BassottoSe cambia d’abito è fatta. Non lo riconosci più. In meno di 10 minuti scompare in un pallone gigante e comincia a ballare. Incontrarlo prima dello spettacolo è una fortuna. Ti racconta di come viaggia un artista per mezza Europa, dei festival fatti in piazza, di esperienze che ti cambiano la vita. L’arte di strada funziona perché è un’arte povera. Nasce con la commedia dell’arte, è fatta di improvvisazione. È un canovaccio da reinventare. Con Otto abbiamo imparato che in questo mestiere funziona l’intesa con il pubblico, la scelta degli spazi giusti e un pallone gigante.

C’è un circo giocoso con bolle di sapone

laboratori di circoAl circo (che è uno sport riconosciuto) arrivano ragazzi dalla ginnastica artistica, dalla musica, dalla danza. Scopriamo che c’è chi ha provato la pallavolo, il karate, il nuoto. Poi uno incontra il circo e non molla più. Qui non c’è competizione, ti devi fidare dell’altro. C’è un contatto fisico che crea alleanze, equilibrio e dà la spinta. Tommaso Brunelli ha cominciato come sbandieratore, ha una laurea in ingegneria meccanica – se la scienza non è creativa, allora cosa? – e ha fondato la prima scuola di circo a Trento. Con Veronique Ensemble ha riempito la piazza di Predazzo di risate. Avete presente i bambini quando sono in prima fila?

Quella volta che Sara Azzolini sogna la clownerie

Qualche anno fa ho visto un laboratorio di circo per bambini. Erano in cerchio, concentrati, agili e capaci, sotto la guida di un grande maestro. C’era una tale delicatezza che sono rimasta incantata. Passano un paio di settimane e ho la fortuna di vedere un artista esibirsi “off”, solo per il gusto di rallegrare un pubblico. Il palco era microscopico ma organizzato ad arte. Questo One Man Show dominava equilibrismo, clownerie, musica, canto. Riusciva ad improvvisare e sorprendere con una poesia mai vista.

Fatta, portiamo la clownerie a MontagnAnimata. La clownerie è una meraviglia! Acrobazie, agilità, anni e anni di duro allenamento e prove per un fisico elastico e agile. E il pubblico a divertirsi, risate in libertà.

Dopo 4 anni di festival, tanti artisti ospitati in anfiteatro, decine e decine di spettacoli visti in giro per l’Italia, avevo voglia di sfiorare la sensazione di stare sul palco. Ecco il mio naso rosso per lo spettacolo di Teatro Necessario. Pensare al circo mi mette allegria. Un anno fa come oggi.

Nel circo c’è ritmo, equilibrio, collaborazione. Valori che in montagna sono essenziali. Ma più di tutto, a noi piace il circo perché costringe a fidarsi degli altri. Grazie a tutti!

saraasarac

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