La prima volta di Beatrice

I giornalisti quando scrivono non usano aggettivi, lavorano molto sulla sintesi, sulla notizia, sui fatti. La narrazione è un’altra cosa, il processo è creativo. Non avevo mai  provato  prima, pur avendone il desiderio. Finché Sara mi ha detto: tu scrivi, io realizzo un percorso per invitare i bambini a esplorare il bosco. Scrivere somiglia  a vedere.  Sette draghi, tutti diversi. Ciascuno ha una forma, un colore, un carattere unico.occhio drago gardoné latemar

 “I draghi del Latemar” è diventato un racconto pubblicato da Albatros, la casa editrice di Alda Merini. Se penso che le sue poesie mi hanno accompagnata a lungo sono davvero contenta. Nel 2013 questo racconto ha vinto il Concorso di Narrativa “Insieme nel Mondo” (Savona) e “Città di Parole” (Firenze); nel 2014 Alberoandronico, Concorso di Narrativa a Roma. Niente male!

Sei nella Foresta dei Draghi

Non esiste un altro posto così, qui c’è la Foresta dei Draghi. È un mondo che abbiamo amato nelle favole, prima ancora di vederlo. I draghi invitano i bambini ad ascoltare i desideri più profondi, a dare valore alle emozioni.

uovo di drago È stato bello vivere questa fase creativa insieme a un artista. Io scrivevo, mentre Marco Nones disegnava e creava le opere nel bosco. È successo tutto in venti giorni di  pioggia e lavoro intenso. Al primo sopralluogo c’era ancora la neve. Il nido è qui, la radura è perfetta. È passeggiando sul sentiero che ho preso ispirazione, l’occhio di drago ti  scruta da un tronco. Non lo devi inventare.

L’emozione più grande è arrivata all’inaugurazione. Ci siamo nascosti in un cespuglio, aspettavamo di sentire i bambini. Quando li abbiamo visti curiosare, giocare e  seguire le tracce dei draghi, creare a loro volta storie con la corteccia degli alberi e l’erba, è stata una meraviglia. Ecco, ci siamo riusciti.


Tocca, annusa, esplora

Attraverso il tatto sentiamo e facciamo esperienza. Riconosciamo morbidezza, rugosità, l’erba tagliente, la polvere di un sasso, l’acqua gelida. Le opere di land art sono fatte per essere toccate. Era quello che avevamo in mente dall’inizio. Un percorso in equilibrio tra bellezza, territorio, fantasia e l’invito a camminare e giocare liberamente.

Se fosse un calligramma?

I giocolibri nascono dal racconto “I draghi del Latemar”, accompagnano i bambini lungo il percorso. Sono dei libricini pieni di quiz, disegni, indovinelli. Mai sentito parlare di un calligramma? Tutto prende forma da un lavoro di traduzione collettiva. Sono state le riunioni più belle della mia vita. Quando sei libero di immaginare, hai uno spazio di libertà infinita.

All’Apt della Val di Fiemme sanno che quando qualcuno vuole visitare la Foresta dei Draghi, io ci sono.

Metti a fuoco un’idea, che sia fresca

Se chiedi a Sara com’è nata l’idea capisci che ci voleva una storia nuova, lontana dalla tradizione, fresca, originale. Una storia che stesse bene su questa montagna, che desse voce a personaggi mai visti e giocasse con l’immaginazione.

Due i punti fermi: protagonisti i draghi e il Latemar. A Rametal, Rogos, Zoira, Kromos, Ardea, Ais, Goira ci ha pensato Beatrice. E per vedere i draghi del Latemar i bambini devono imparare ad aprire l’occhio del cuore! Niente scorciatoie. Su questo siamo inflessibili.
Beatrice Calamari (giornalista) e Marco Nones (artista) hanno scritto e illustrato una delle 4 Fiabe storte del Dahú. La novità della stagione estiva 2015. Il giocolibro è andato in stampa lunedì. Sarà pronto per l’inaugurazione!

sarac

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