Deciso. Ci facciamo un regalo!

Ci prendiamo tempo e spazio per raccontare le cose con la nostra voce. Va bene il sito istituzionale (il programma estivo lo trovi lì, cioè qui), vanno bene i social (immagini e parole che mettono curiosità).

Ma dopo 4 anni di sperimentazioni e progetti, con l’attenzione concentrata al fare, abbiamo voglia di blog.

I blog sono in declino! Sul web non legge più nessuno. Meglio concentrare risorse altrove. Bene, grazie a tutti, adelante. Questo è un blog.

Storie Sbilenche. Perché e per chi? Con Storie Sbilenche raccontiamo il rovescio e il profondo di MontagnAnimata. Qualche informazione pratica per rispondere a domande come questa: il sentiero è pianeggiante, vanno bene le infradito? Una narrazione leggera per raccontare il perché di alcune scelte.

Una, tra tutte: perché api e non cicale? Storie Sbilenche  serve a chi scrive per scaldare i muscoli e tirar fuori la voce.

Serve a chi legge per avere una rotta quando viene in vacanza su queste montagne bellissime. Lasciamo la noia fuori dalla porta, raccontiamo solo storie vere, con emozione e ironia. Non vi costringeremo a mettere il naso nelle “cassette delle puzze”, alla fine sarà naturale farlo. I bambini non si chiedono perché. Che vale la pena lo sanno.

Un frullatore di energia buona per passare l’inverno

Abbiamo fatto un esperimento. Volevamo qualcosa per registrare e conservare la voce dei bambini al ritorno dai sentieri. Come un frullatore di energia buona, sorrisi, emozioni da cui attingere per passare l’inverno.

È bastato un contenitore di cartone, uno spazio silenzioso e raccolto, un posto che invita a fermarsi. Meglio della casetta di Nikolaus Drache, dove? C’è una sedia comoda, uno scrittoio, una vecchia macchina da scrivere, foglietti colorati, quel tanto di disordine che serve.

Hanno camminato, giocato e fatto scoperte importanti prima di arrivarci. Una volta qui, i bambini ci prendono gusto. Carta e penna. “Caro Nikolaus Drache, non hai paura di restare da solo in questa casetta sapendo che un drago si aggira nel bosco?”

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C’è chi disegna, chi lascia un sorriso, chi vorrebbe un rifugio proprio uguale. Questo frullatore di emozioni contiene solo messaggi d’affetto, in molte lingue, e la promessa di fare ritorno.

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MontagnAnimata nasce da un’idea

Avvicinare bambini e famiglie alla natura, con leggerezza e originalità. Per riuscire nell’impresa ci siamo dette:

  •  valorizzare le risorse del territorio, persone e natura
  • spazio alle idee, se non sono originali non ci piacciono
  • mixare competenze e talenti, riunioni creative no-stop
  • animazione e avventura, nel bosco con i cinque sensi
  • ogni stagione (almeno) una novità

Zaino in spalla, si cammina sul filo di una storia. Il sentiero diventa leggero, lo sguardo si distende, i pensieri respirano. Procedi a piccoli passi, ti inoltri alla scoperta del bosco.

L’ispirazione è nata qui. Osservando la montagna, imponente e maestosa. Fatta di abeti, larici, prati fioriti, tappeti di muschio, corsi d’acqua, sentieri dolci da percorrere con il tuo passo. Le Dolomiti sono popolate di leggende, storie che durano nel tempo e fanno vivere i luoghi. Si nutrono di bellezza e generano emozioni.

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Chiedilo a Emma

Emma chi? Emma Deflorian, insegnante, attrice. L’incontro con il teatro è avvenuto a un corso di mimo. Lì ho visto tutti i miei limiti. Ho continuato a Trento, poi in Francia.  Nel ’95 ho fondato la compagnia di teatro Arjuna con Laura Gasperi. Il mio è un percorso piccolo e continuo nel teatro. A un cambio d’abito ad alta quota non so resistere.

 Come nascono le storie?

Le storie nascono osservando i sentieri. C’è tutto lì, basta afferrare un dettaglio e farsi ispirare. Se parli dei draghi vedi un artiglio nella roccia. Le persone osservano, si agganciano,  vedono quello che vedi tu. Gli spettacoli sono un viaggio di trasformazione. Nel bosco giochi, rallenti, osservi. C’è un mix di esperienza vera, raccontata da una persona esperta, e la curiosità dell’attore che sostiene il suo ruolo. A MontagnAnimata giochiamo sul filo delle storie e ci divertiamo camminando.

Cosa vuol dire fare teatro a MontagnAnimata?

Fra una scena e l’altra è la natura che agisce. L’attore fa parte del pubblico, guarda, osserva. Non c’è distanza.

A MontagnAnimata capisco di far parte di un progetto più grande. Squilla il telefono, è Sara Azzolini. Solo allora so cosa mi aspetta per la nuova stagione. MontagnAnimata è una bella occasione di collaborazione creativa. I personaggi nascono mettendo a fuoco un’idea, ad aggiustarla si lavora in gruppo. Ti chiedi: quali valori della montagna vuoi far passare? Con leggerezza però, qui le persone sono in vacanza. Che non vuol dire “vieni, svuota pensieri e riparti”. Ascoltare una storia è come aprire tutti i pori della pelle per respirare bene.

Le vite di Emma ad alta quota

Emma è Gea, Sulle scogliere del triassico, dopo essere stata Rocky la Roccia nel 2012. È Matilde, una signora di città che insieme a Sergio, un boscaiolo vero con molta pazienza, avvicina bambini e famiglie alla natura in Per fare un albero. Alberi: materia viva che in queste valli l’uomo ha saputo valorizzare. Insieme a Laura Gasperi è ideatrice e interprete degli spettacoli lungo il sentiero del Pastore Distratto: Racconti ravvicinati nel bosco, Le voci del bosco, e per la stagione 2015 Alla ricerca del Dahù fra i boschi del Latemar.

Sara Azzolini l’ha voluta perché?

A Emma e Laura, Teatro Arjuna, ho chiesto uno spettacolo per il giovedì nella stagione 2010, l’anno zero di MontagnAnimata. Hanno scritto, sceneggiato e curato i costumi di uno spettacolo inedito sui Draghi che ha incantato tutte le famiglie. Ancora non avevamo un teatro, né la foresta dei Draghi, ma solo un grande progetto in testa. Emma e Laura hanno fatto in modo che ci potessimo credere ancora di più! Da allora hanno sempre fatto parte del nostro gruppo, come attrici e creative, con grande generosità. Hanno accolto, rivisto, personalizzato ogni nostro spunto. I personaggi che hanno messo in scena rimarranno sempre nel nostro cuore. Emma ci regala ogni volta perle di creatività e allegria!

sarac

Apriamo il 14 giugno, usciamo a cercare storie

La festa di benvenuto alla stagione estiva 2015 è domenica 14 giugno per conoscere la magia di una montagna che mescola natura, gioco e fantasia. Ti diverti, cammini, respiri aria pulita, stai in compagnia e potresti anche imparare qualcosa di nuovo con passo leggero. Chiedilo a La Pina!

A tre settimane dall’apertura le to do list scoppiano. Manutenzione sentieri, controllare come sta il bosco, sopralluoghi per verificare le tracce dei draghi. La natura si sveglia, il passo accelera, per non parlare del Dahu.

Nel frattempo siamo uscite a cercare storie. Abbiamo chiesto ai protagonisti di MontagnAnimata cos’ha di speciale questa montagna che d’estate si risveglia e invita famiglie e bambini a cercare le tracce dei draghi buoni del Latemar, a seguire Gea sulle scogliere del triassico, o Sergio e Matilde nel fitto del bosco. Sbirciamo nel dietro le quinte di MontagnAnimata con la voce di chi ci ha messo cura, ingegno e fantasia.

Stay tuned!

Quella volta che, Otto il Bassotto

Quella volta che Sara ha guidato come una matta che neanche un pilota di rally. Ci ha portati al Rifugio Passo Feudo e me la sono fatta sotto. Quando sono sceso ho baciato la terra come fa il Papa. Avete presente?

Quella volta che è scoppiato il pallone gigante agganciando il ramo dell’albero che sovrasta l’anfiteatro all’aperto e ci sono rimasto malissimo. Cinque minuti prima Sara mi fa: bello l’anfiteatro, eh? È il nostro orgoglio!

otto il bassotto in anfiteatro

otto il bassotto in anfiteatro

Quella volta che nonostante pioggia e freddo il pubblico è rimasto a guardare lo spettacolo rannicchiato sotto il gazebo e io fuori playing in the rain.

Se penso a MontagnAnimata, al perché torno ogni anno, penso all’aria aperta, alle famiglie che giocano e mi seguono, alla natura e alla gente simpatica e rilassata che ti da una mano ad allestire, tenere la scena e smontare tutto. Per un artista c’è un prima e un dopo, non è scontato stare bene dall’inizio alla fine. Qui trovo facce belle sempre, ogni volta è una fifa blu sui binari dell’Alpine Coaster Gardonè, ma ci casco puntualmente, e c’è una cucina squisita in quota.

La cosa che mi da più soddisfazione con MontagnAnimata è la risposta del pubblico. Vuol dire che io qui funziono bene. È il mio posto!

Ma come è arrivato Otto il Bassotto da noi?

Pochi ci credono. Con il passaparola. Una cosa che spesso si sottovaluta. Pensi che il curriculum, il destino, un colpo di fulmine. No, cerchi qualcuno di speciale, lo dici in giro, insisti, chiedi, ti informi e lo trovi. Vuoi proprio un tipo speciale così. Che bello vedere quando artisti di strada, attori, gente dello spettacolo si apprezza e si sostiene a vicenda.

Paolo Sperduti, in arte Otto, genera allegria da quando parcheggia il suo furgone nel piazzale a quando riparte. Una potenza! Una garanzia! La comicità fatta persona!

saracsaraa

Chi scrive qui

saraaSARA AZZOLINI

Sono responsabile dei progetti alla Latemar. MontagnAnimata include i progetti più belli. È stata pensata, creata e realizzata da zero. Non da sola, impossibile. Mi piace trovare le persone giuste con cui sviluppare progetti belli e originali. Cerco di capire aspirazioni e talenti. Se in gruppo sei a tuo agio, dai il meglio di te. Se il progetto ti convince, diventa un po’ tuo. Per dare gambe alle idee serve interazione creativa tra le persone. Insieme realizziamo “sogni nel cassetto”. Io ci metto cura nell’organizzare, coordino il lavoro, faccio in modo che tutto funzioni. Mi piace guardare le cose da più punti di vista, seguire un progetto per intero, e poi vedere com’è andata. Quando non sono a MontagnAnimata scelgo l’arte, lo sport, viaggio, sto all’aria aperta. Sono curiosa, cerco ispirazione.

 

franci2FRANCESCA DELLADIO

Un metro e 58 cm di area web. Mi occupo di social media e sito internet.  Mi affascina e mi piace tutto ciò che ruota intorno alla tecnologia (che non si dica che è solo roba da maschi!). Per MontagnAnimata gestisco e aggiorno i contenuti del sito e sono amministratrice delle piattaforme social. La prima a nascere è stata la pagina Facebook, a seguire Twitter, Canale Youtube, Pinterest e Instagram. Mi piace fare le cose con calma e per bene. Davanti ad una cosa nuova: mi documento (“sgoogelo”) in internet, dove si trova di tutto, leggo, seguo blog che mi ispirano, chiedo a chi ne sa più di me. Amo imparare.

SARA CARNERIsarac

Scrivo con gli occhi aperti. Che sia un  manuale d’istruzioni, una brochure istituzionale, una storia. Che ci faccio a MontagnAnimata? Incontro Sara Azzolini  la prima volta perché voglio capire quale capacità di innovazione sta dietro un lavoro ben fatto. A fine intervista scopro di aver imparato. Tempo un mese e inizio a muovermi da Trento a Predazzo per conoscere i protagonisti di questa avventura ad alta quota che mescola cura per il territorio, fantasia, accoglienza, gioco, animazione, teatro. Mi piace l’aria che si respira a Gardonè, incontrare gli artisti dietro le quinte, stare nel ritmo delle cose da fare.